gennaio 2019 – MANGIARE MENO CARNE È LA COSA MIGLIORE CHE SI POSSA FARE PER IL PIANETA NEL 2019

Mangiare carne ha un forte impatto sull’ambiente: è tra le cause del surriscaldamento globale, dell’inquinamento della terra e dei corsi d’acqua

Riciclare o prendere l’autobus piuttosto che l’auto per andare al lavoro sono comportamenti certamente virtuosi, ma gli scienziati incoraggiano sempre più spesso un cambiamento di stile di vita più profondo per aiutare il pianeta: mangiare meno carne. Una serie di ricerche pubblicate nell’ultimo anno ha evidenziato il pesante impatto che il consumo di carne, soprattutto di manzo e maiale, ha sull’ambiente.

mangiare_meno_carne

L’agricoltura industrializzata e l’inizio della peggiore crisi di estinzione delle specie da quando i dinosauri sono scomparsi significano che, oggi, il bestiame e l’uomo rappresentano il 96% di tutti i mammiferi. Ma nonostante il consumo della stragrande maggioranza dei terreni agricoli, la carne e i latticini rappresentano solo il 18% di tutte le calorie alimentari e circa un terzo delle proteine.

La deforestazione per far posto al bestiame, insieme alle emissioni di metano derivanti dai bovini e dall’uso di fertilizzanti, genera emissioni di gas serra alla pari di quella delle auto, dei camion e degli aerei. Inoltre, le pratiche di allevamento della carne rischiano di causare l’estinzione di massa di altri animali, così come l’inquinamento significativo dei torrenti, dei fiumi e degli oceani.

Nell’ottobre 2018, gli scienziati hanno avvertito che sono necessarie enormi riduzioni del consumo di carne per evitare pericolosi cambiamenti climatici: il consumo di carne bovina nei paesi occidentali deve diminuire del 90%, sostituito fino a cinque volte in più da fagioli e legumi.

Anche il consumo di carne di maiale, latte e uova dovrà diminuire drasticamente, di fronte alla previsione che vedrà entro il 2050 la popolazione mondiale aumentare di altri 2 miliardi di persone. I ricercatori hanno affermato che ci sarà bisogno di un passaggio globale a una dieta “flexitariana”: non smettere completamente di mangiare carne, ma accettare una dieta fondamentalmente a base vegetale e mangiare carne e derivati meno di una volta a settimana (leggi qui per ulteriori approfondimenti) per contribuire al contenimento dell’aumento della temperatura globale entro il limite dei 2°C concordato dai governi.

Sono state suggerite una serie di misure per raggiungere questo obiettivo, che vanno da una tassa sulla carne rossa a una dieta a base di alghe marine per i bovini per ridurre le loro emissioni di metano. Alcuni sostenitori hanno promosso il consumo di insetti piuttosto che di bistecche e braciole di maiale.

Una via più probabile potrebbe essere l’avanzata del vegetarianesimo attraverso le “carni” prodotte in laboratorio e la popolarità di sostituti vegani come l’hamburger “Impossible”, che addirittura “sanguina”. Qualunque sia il modo per ottenere il cambiamento, c’è speranza che il 2019 sia un anno chiave nella revisione di un sistema alimentare globale in crisi.

 

 

Nunzia Vallozzi

Ufficio Stampa Web – ESO

 

Fonte e photo credits: The Guardian