maggio 2019 – UNA GOCCIA D’ACQUA NELL’OCEANO

Caraibi: sabbia bianca e fine, soffice al contatto con la pelle, sembra di camminare sulle nuvole. Piccole onde lambiscono la riva dolcemente, figlie di un mare dai colori indescrivibili. Si può camminare per ore senza incontrare un umano. 

E’ più facile incontrare una bottiglia di plastica. E lattine, carta, pannolini, c’è di tutto sulle spiagge dei Caraibi. Così come all’interno, nelle città, fra le vie stipate di turisti. Si cammina fra cumuli di spazzatura, evitando i grossi sacchi neri abbandonati per strada.  

Nelle città più grandi, come Santo Domingo, l’azienda che si occupa di ritirare i rifiuti accumulati per strada sembra combattere una battaglia persa. La gente vive circondata da spazzatura.

La gente che abita in un paradiso terrestre lo sta distruggendo.

Se gli abitanti, per primi, non cambieranno il loro atteggiamento, resterà ben poco dei Caraibi e delle spiagge paradisiache. 

Ogni nostro gesto ha una conseguenza. Sembra poco, ma è così. Siamo tutti piccoli, come tante gocce d’acqua, ma sono le stesse tante piccole gocce d’acqua che formano un oceano.

E, allora, possiamo cominciare a raccogliere ciò che troviamo per terra, tenendo pulito l’ambiente che ci circonda. Che non deve essere per forza il giardino di casa nostra.

Per fortuna, ad oggi sono tanti gli esempi di persone che si rimboccano le maniche e si danno da fare per l’ambiente: è notizia in Italia ben nota quella della rivoluzione gentile di Alessandro Gassmanncon i suoi #Green Heroes, storie di buona economia e buon ambiente. Il popolarissimo attore romano, con l’aiuto degli esperti del Kyoto Club, ogni venerdì diffonde le storie di persone e imprese che con il loro lavoro hanno messo in piedi attività ecosostenibili e fanno bene al futuro del pianeta. Gente che, in prima persona, si occupa e si preoccupa del nostro ambiente. 

Così come stanno ormai prendendo piede plogging e trashchallenge: manifestazioni che aiutano a ripulire il territorio dai rifiuti attraverso sfide e attività fisiche legate al benessere dello sport. 

Allo stesso tempo, però, dobbiamo anche cambiare certe abitudini oramai consolidate: ci preoccupiamo tanto dei rifiuti di plastica, perché non smettiamo di bere acqua in bottiglia?

Abbiamo visto tutti i danni che i rifiuti di plastica stanno facendo in tutto il mondo, ma le vendite di acqua in bottiglia hanno continuato a crescere. 

E’ ora di cambiare strada, tutti dobbiamo muoverci, tutti siamo piccole gocce nello stesso oceano. 

Jessica Lorenzi

Communication specialist